Le parole erano state deposte tra le pagine del libro con molta cura. Il loro autore le aveva attentamente scelte tra le molte che conosceva, le aveva sistemate una accanto all'altra in frasi che esprimessero perfettamente il suo stato d'animo, stando bene attento a dosare la punteggiatura.
Le aveva poi riguardate tutte, dando loro una migliore disposizione, aggiungendo di qua e togliendo di là, aprendo virgolette ed inserendo qualche corsivo.
Il manoscritto era stato poi inviato alla casa editrice per la pubblicazione, dove un distratto linotipista aveva stampato le molte copie del libro.
Nel frattempo, in ogni pagina quelle parole avevano iniziato a fare conoscenza tra di loro, gli articoli determinativi avevano iniziato a discutere di logica con quelli indeterminativi, mentre i verbi coniugati al futuro parlavano di speranze insieme ai verbi imperfetti.
Gli aggettivi e gli avverbi, dal canto loro, cercavano di convincere i sostantivi della propria importanza.
Erano concordi, tutte quante loro, nel ritrovarsi sorelle, gemelle persino, ed ogni discussione si concludeva promettendosi di andare a far visita alle amiche degli altri capitoli.
Fino a quel momento però, si erano limitate a parlarsi da una riga ad un'altra, come tante signore affacciate ai balconi di un palazzo di città.
Fu grazie allo sballottamento causato dal trasporto dei pacchi con i libri nelle librerie che le parole riuscirono a trovarsi tutte insieme, e tutte insieme si resero conto che avrebbero potuto far molto meglio del loro autore. Dopo molto confabulare, arrivarono alla conclusione.
Lasciarono solo poche parole nelle pagine centrali del libro, mentre tutte le altre si fecero piccole piccole e si disposero nelle righe bianche dell'indice e dei ringraziamenti.
Quando i lettori presero il libro trovarono delle righe fitte fitte, piccole piccole nelle pagine finali, e tutto il resto solo pagine bianche, tranne le due centrali.
Lì, poterono leggere le parole che erano rimaste dopo che tutte quelle inutili, superflue, non necessarie, si erano andate a rintanare laggiù in fondo:
Ama il prossimo tuo come te stesso
Ad ognuno di voi auguro Buon Natale, e spero per tutti un 2007 migliore.
Ice

















voi che siete intelligenti come le vostre bombe
voi che vendete acqua minerale 
di aver ucciso l'aria e l'acqua