-Senti capo, scusa se te lo dico, ma il documento finale è troppo lungo-, dissi cercando di essere il più dimesso possibile. -E da quando in quà io dovrei dare retta a te?- mi rispose con un tono di superiorità.
-Beh, dopotutto sono bravo quanto te, e credo di avere il diritto di dirti come la penso, no?-
-D'accordo, mi disse sollevando un sopracciglio, dimmi, secondo te come avrei dovuto fare?-
-Dunque, risposi cercando di prendere tempo e organizzarmi le idee, - intanto troppi riferimenti scientifici. Qui, ad esempio, dove parli di materia ed antimateria...-
-Cosa c'è che non va, nell'interazione tra elettroni e positroni?- mi rispose con la voce un filino alterata.
-No per carità, se hai deciso così, d'accordo, ma insomma, non ti sembra di farla troppo complicata?-
-Come sarebbe a dire, complicata? Ti sembra complicata l'interazione di un raggio gamma con un positrone?- disse lui uscendo da dietro il bancone delle provette.
. -Ok allora, qui c'è un passaggio ancora più evidente. Se prendi pagina 2847, descrivi in maniera estremamente particolareggiata tutti gli elementi che si trovano nell'atmosfera. In questa maniera però la tabella CXCVII risulta praticamente illeggibile-
-Ascoltami bene, tu!- vidi che si stava veramente alterando, ed iniziai ad indietreggiare. -Quel che ho scritto, continuò, è tutto estremamente scientifico e coerente con le leggi della fisica e della chimica. Guarda bene l'equazione A312.5. Credi forse che io mi sia divertito a descrivere tutto il processo in questo modo? Sai quanto ho impiegato a trovare tutte le soluzioni, descriverle, e verificarle? Credi che non avessi nulla di meglio da fare? - ora aveva alzato veramente la voce.
-Ma no, ma no, cercai di rabbonirlo, so che tutto quel che hai fatto è dettato dal rigore scientifico che ti contraddistingue, sto semplicemente dicendo che alcuni particolari potresti anche evitare di citarli, per non appesantire tutto il testo.-
-Ah, così il signorino vorrebbe omettere alcune fasi del processo, solo perchè altrimenti si impiegherebbe troppo a leggerlo. Ma bene! ed il rigore scientifico? la riproducibilità dell'esperimento? il controllo dei dati? dove andremmo a finire se non tenessimo conto di tutto questo, eh?-
Era veramente arrabbiato, adesso. Io indietreggiai ancora un po' verso la parete con gli strumenti di controllo. Lui continuò ad incalzarmi, puntandomi il dito al petto per sottolineare ognuna delle sue affermazioni:
-E guarda qui, tutta questa parte di teoria. Secondo te come avrei fatto ad arrivare al Teorema di Gabriele se non avessi analizzato la Premessa di Pangu? E l'equazione di Yggdrasil, credi che potrebbe avere senso se non fosse verificata l'Ipotesi di Ishtar?-
Come dicevo, io arretravo sempre più verso il fondo della stanza, ed inavvertitamente urtai con il gomito un grosso interruttore che sporgeva da un quadro comandi. Le luci principali si spensero, per accendersi immediatamente dopo delle piccole lampade d'emergenza. Smise di colpo di parlare e mi guardò con gli occhi fuori dalle orbite, e fu allora che iniziai veramente a sudare freddo.
Pensai che volesse colpirmi, quando si sentì un grande 'BANG!!!' provenire dal laboratorio. Corse verso la finestra, io mi staccai dalla parete e lo seguii. Dall'enorme capannone dove era riposto tutto il macchinario fuoriusciva una luce bianca accecante, degli sbuffi di fumo rosso e blu uscivano dal soffitto squarciato, dirigendosi in direzioni diverse. Acluni lampi bianchi mi fecero lacrimare gli occhi, e mi spostai verso il centro della stanza. Lui si girò verso di me, prendendo il primo oggetto che gli capitò tra le mani, una squadra triangolare a quarantacinque gradi che usava per tracciare i suoi grafici:
-Ti rendi conto di cosa hai fatto? Ti rendi conto, almeno?- disse con una voce bassa che non mi piaceva per nulla. -La maggior parte degli esperimenti non erano ancora terminati, molti dei parametri non erano stati controllati, ed anche i macchinari non avevano passato le ultime fasi di collaudo. Ed ora, come faremo a riprodurre l'esperimento? - Riprese fiato, e poi urlò:
-Non avremo mai più il controllo su nessuna variabile!!!-
-Capo, provai a discolparmi, non è stata colpa mia, tu mi spingevi ed io stavo cadendo, non sapevo ... non sapevo...- terminai con un filo di voce.
-Vattene via, non voglio più rivederti quassù. Vattene via-
Mentre me ne andavo con la testa bassa lo vidi che raccoglieva le pagine del suo monumentale lavoro di documentazione. Prima di chiudere la porta lo sentii mormorare, nel silenzio assoluto del vuoto cosmico:
-Ed ora cerchiamo di rimettere in ordine tutto questo Caos. Per prima cosa riaccendiamo la Luce-
Sebbene mi avesse licenziato, il mio capo aveva proprio una pazienza da Dio.
...Dio? bella idea, potrei proporgliela, se solo volesse parlarmi ancora.....















