L'incarico non era dei più semplici, ma era sicuro di farcela anche questa volta. Avrebbe dovuto pensarci per molto tempo, certo, a fare i suoi esperimenti, ma la soluzione gli si sarebbe presentata alla mente colpendolo con la sua semplicità. Passarono i giorni, ma il Tessitore non riusciva a trovare il bandolo della matassa. Gira e rigira, si ritrovava sempre dalla parte sbagliata. Si stava quasi convincendo che questa volta non sarebbe riuscito a trovare la soluzione che gli era stata chiesta, quando, in un momento in cui stava guardandola un'altra parte, con la coda della mente intravide la risposta, e non se la fece scappare. Prese così un gessetto colorato, e segnò un segmento davanti ai suoi piedi, un tratto che iniziava da un lato del sentiero e terminava nell'altro. Cercò poi un grosso coltello, trovò una taglierina enorme che manovrò con ambedue le mani. Fece un taglio netto, seguendo il segmento che aveva appena tracciato sulla superficie rivolta verso di lui. Al termine del taglio, quasi per magia, si rese conto di aver portato a compimento l'incarico, e nel migliore dei modi. Ora anche gli abitanti del Nastro di Moebius avevano un mondo che possedeva due facce e due bordi!
Il racconto è parte delle Memorie dell'Organizzazione, ideato da Cronomoto e ArimaneBis, ed ospitato sul blog di Cronomoto

















