sabato, 29 marzo 2008 - 23:29

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Oggi ho dato una mano di bianco al bagno. Questa mattina ho stuccato e scartavetrato dove era necessario, poi ho dato la prima mano di tinta.



Nel pomeriggio, attendendo che passassero le quattro ore richieste per l'asciugatura come da istruzioni sul bidoncino, mi sono dedicato ad un paio di altri lavori in casa, piccole manutenzioni che rimandavo da qualche tempo, come la sostituzione della cinghia di una tapparella che avrebbe ceduto da un momento all'altro, sistemare l'armadio in balcone.



Verso le cinque sono rimasto solo a casa, ed ho iniziato la seconda mano di pittura.



Con le casse che sparavano quasi a palla la mia playlist preferita, mi muovevo a ritmo dei brani che passavano e che conosco a memoria.



Cappello da muratore di carta in testa, camicia blu a quadri, pantaloni della tuta, vecchie pantofole ai piedi, bottiglia di birra fresca per togliere la polvere e l'odore della vernice.



Due ore dove tutto il mondo era semplice, io, la mia birra, la mia musica, ed il mio  muro da imbiancare.



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categoria : frammenti, autoreferenza

lunedì, 03 marzo 2008 - 00:50

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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L'entropia è la misura di quanto diminuisca l'energia dell'universo, perduta negli sprechi e nelle inefficienze delle reazioni termonucleari e nella scarsa interazione tra radiazione e materia. L'entropia può solamente aumentare, non potrà mai diminuire, e l'Universo andrà spegnendosi man mano che gli atomi perderanno la leggerezza della loro gioventù ed acquisteranno pesantezza, quando i neutroni del loro nucleo prenderanno il sopravvento.

Ed il tempo, il tempo che va sempre in una direzione, sempre avanti, in nessuna equazione riusciamo ad ottenere un tempo con il segno negativo.

Anche i paradossi della meccanica quantistica possono essere spiegati senza bisogno che intervenga una inversione del senso di percorrenza del tempo. Ed intanto che il tempo aumenta, l'energia del cosmo diminuisce.

Man mano che il nostro tempo va avanti, aumentano anche gli errori che commettiamo, le parole che avremmo voluto dire e che è tardi per pronunciare, le cose che non abbiamo fatto e che non è più possibile compiere.

Lo stato finale sarà quello di massima entropia, quando l'Universo sarà completamente buio e stelle che un tempo erano luminose inizieranno ad avvicinarsi nuovamente spegnendosi man mano che il tempo aumenta. Astri un tempo gialli, bianchi, azzurri, diventeranno rossi sanguigni, marroni fangosi, o neri infernali.

I più fortunati esploderanno disperdendo nello spazio quelle poche particelle che avranno ancora un briciolo di energia, che diminuirà man mano che il tempo passa. Sto costruendo  la mia distruzione, come le stelle che consumano l'idrogeno da cui sono formate.

Questo è il mio pensiero, stasera, questa notte.



L'unica misura del tempo, è la velocità di distruzione dell'Universo.

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categoria : filosofia, introspezione, astrofisica, autoreferenza

domenica, 02 marzo 2008 - 01:25

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :



Per un punto solo passano infinite rette.

E' un pensiero che mi ha sempre dato da pensare, soprattutto quando cerco di misurare il mondo con le mie reazioni.

Sarebbe come pensare di essere la media perfetta, il centro esatto di ogni tipo di reazione agli stimoli esterni, l'esempio di omologazione ideale. Non sono così egocentrico, e so benissimo che le mie reazioni sono solo mie. Sapete, comincio a pensare che possiamo paragonarci ad una console elettronica, un'emozione per ogni pulsante ed un monitor dove controllare quello che accade.

Chiunque può premere un tasto a caso sulla nostra console e se vuole può fermarsi per guardare il risultato, oppure andare via come se niente fosse.

Magari invece di una persona è una canzone, ascoltata la mattina appena svegli, o il libro letto la sera prima di addormentarci, o qualche immagine che ci colpisce mentre attendiamo l'autobus che ci porta a scuola, o al lavoro.

In ogni caso il tasto viene premuto, e l'emozione corrispondente si scatena dentro di noi, modificando i nostri percorsi, i nostri pensieri, le nostre azioni. Poi, qualcun altro preme un altro tasto, ed allora le decisioni che ci sembravano salde ed immutabili solo qualche attimo prima, si sciolgono, si sfaldano, diventano nebbiose ed indistinte, per ricomporsi in altre forme a volte così distorte che non riconosciamo nemmeno l'idea che le ha generate.

Non c'è modo di nascondere la console, di oscurare il monitor, così come non è possibile staccarne la spina.

C'è solamente un trucco.

Modificare di nascosto il programma che associa le emozioni, collegare ogni pulsante ad un solo pensiero, così che qualunque tasto premuto provochi lo stesso pensiero, la stessa sensazione, la stessa emozione.



Ognuno si scelga la propria, e la dichiari a limpide lettere.

Ognuno dica cosa vuole essere.

Così non bisognerà più romperci la testa per capirci l'un l'altro.

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categoria : introspezione, autoreferenza

venerdì, 22 febbraio 2008 - 11:43

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

Penso che sia ora di cercare il mio Kilimangiaro, cercare il mio limite e misurare tutto il resto con questo metro di paragone.

Oppure, al contrario, evitare accuratamente di guardare la cima della montagna, così da allontanare  da me la prova.

La paura di fallire non è niente rispetto alla paura di superare l'ostacolo, una volta che il limite è oltrepassato non ci sono più scuse per non andare avanti.

E poi le montagne anno dopo anno si logorano, si erodono con il vento e la pioggia, diventano più basse certo, ma i loro spigoli sono più taglienti.

Passaggi che fino all'anno prima erano semplici da superare, l'anno successivo non esistono più, crollati sotto una frana o resi impraticabili dal ghiaccio.

Superare ostacoli diventa più faticoso man mano che il tempo passa, l'attrezzatura si logora, ed i chiodi si arrugginiscono nello zaino senza talvolta essere stati mai utilizzati, le scarpe si induriscono e fanno male, le corde iniziano a sfilacciarsi.

Così, i propri limiti vanno superati quando si è giovani, quando la vista è ancora buona per cercare altri picchi attorno a noi, una volta arrivati in cima.

Si possono fare escursioni in montagna, fermarsi in un rifugio, seguire la guida.



Il mio Kilimangiaro è ancora lì, ed aspetta di farsi superare da me.





Nota di servizio: Da ieri il vostro Ice è ufficialmente un Sommelier!
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categoria : frammenti, introspezione, autoreferenza

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