lunedì, 03 marzo 2008 - 00:50

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
:



L'entropia è la misura di quanto diminuisca l'energia dell'universo, perduta negli sprechi e nelle inefficienze delle reazioni termonucleari e nella scarsa interazione tra radiazione e materia. L'entropia può solamente aumentare, non potrà mai diminuire, e l'Universo andrà spegnendosi man mano che gli atomi perderanno la leggerezza della loro gioventù ed acquisteranno pesantezza, quando i neutroni del loro nucleo prenderanno il sopravvento.

Ed il tempo, il tempo che va sempre in una direzione, sempre avanti, in nessuna equazione riusciamo ad ottenere un tempo con il segno negativo.

Anche i paradossi della meccanica quantistica possono essere spiegati senza bisogno che intervenga una inversione del senso di percorrenza del tempo. Ed intanto che il tempo aumenta, l'energia del cosmo diminuisce.

Man mano che il nostro tempo va avanti, aumentano anche gli errori che commettiamo, le parole che avremmo voluto dire e che è tardi per pronunciare, le cose che non abbiamo fatto e che non è più possibile compiere.

Lo stato finale sarà quello di massima entropia, quando l'Universo sarà completamente buio e stelle che un tempo erano luminose inizieranno ad avvicinarsi nuovamente spegnendosi man mano che il tempo aumenta. Astri un tempo gialli, bianchi, azzurri, diventeranno rossi sanguigni, marroni fangosi, o neri infernali.

I più fortunati esploderanno disperdendo nello spazio quelle poche particelle che avranno ancora un briciolo di energia, che diminuirà man mano che il tempo passa. Sto costruendo  la mia distruzione, come le stelle che consumano l'idrogeno da cui sono formate.

Questo è il mio pensiero, stasera, questa notte.



L'unica misura del tempo, è la velocità di distruzione dell'Universo.

Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : filosofia, introspezione, astrofisica, autoreferenza

mercoledì, 10 gennaio 2007 - 14:58

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
:

Ho raggiunto la conclusione che la struttura dell'Universo sia a forma di bubble-gum. All'inizio il tempo non esisteva, quindi non si sa esattamente cosa significasse all'inizio.



 Il Grande Masticatore solamente esisteva, e si accorse che mancava qualcosa. In verità mancava praticamente tutto, quindi ne approfittò per mangiare una gomma da masticare.

Scartò la tavoletta di gomma, e subito sorse il primo problema: dove gettare la carta, visto che non esisteva nulla?

Il Grande Masticatore, all'inizio del Tempo, scartò la gomma da masticare ed iniziò a muovere le proprie mandibole, creando così le stelle, i pianeti e, infine, la vita.

La forza gravitazionale, quella strana cosa che da Newton in poi ogni scienziato tenta di spiegare, non è altro che la forza di coesione tra le particelle della gomma masticate dai denti del Primo in Assoluto..

L'espansione dell'Universo è spiegabilissima con il Grande Masticatore che fa i palloncini.

Analogamente, nove e supernove possono essere comprese considerando gli urti contro il palato, mentre i famosi Buchi Neri altro non sono che i denti cariati del Masticatore.

Anche la materia oscura, da lungo tempo cercata, ci sono buone indicazioni che sia la saliva dello Scartatore di Gomme, che capisco bene potrebbe essere un problema per gli astrofisici. I teologi potrebbero continuare il loro lavoro, discettando sul problema di conoscere che sapore avesse, all'inizio, la gomma masticata dal Grande Masticatore.

Ogni popolo potrebbe, di conseguenza avrebbe una religione comune, con l'unica differenza nel gusto della gomma masticata.

Anche se, visto come vanno le cose, immagino che la Gomma Originale non dovesse aver avuto un buon sapore.

Risolto, ovviamente, anche il problema della fine dell'Universo: quando il Grande Masticatore sarà stanco di masticare, Egli sputerà la gomma nell'Immondo Cestino.

 Da lì, un nuovo Universo si inizierà, con una Nuova Gomma Profumata.



Una domanda che mi sto ponendo, da quando ho elaborato questa teoria:



Mentre mastica, cosa altro fa il Grande Masticatore?
Permalink ¦ commenti (15)¦ commenti (15)(popup)
categoria : divertimento, giochi di parole, astrofisica, lo studio di psicanalisi

giovedì, 04 gennaio 2007 - 23:40

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :





C'è una teoria che afferma che se mai qualcuno scoprisse perchè l'universo è come è, e perchè esiste, esso scomparirebbe immediatamente e sarebbe sostituito da qualcosa di ancora più bizzaro ed inesplicabile.



C'e una seconda teoria che afferma che tutto questo è già successo.







  -Douglas Adams-







Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : filosofia, astrofisica

sabato, 07 gennaio 2006 - 23:42

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

L'immagine che potete ammirare è la composizione di due fotografie, una effettuata in luce visibile, e l'altra in luce infrarossa, sovrapposte l'una all'altra.
Rappresenta una regione di cosmo, all'incirca a 7000 anni-luce di distanza, ed è una nebulosa, precisamente la nebulosa dell'Aquila, che si trova in un'area di cielo interna alla costellazione di Cassiopea.
L'immagine in luce visibile potete guardarla nel riquadro in basso a sinistra.
Le informazioni che ci arrivano dalla luce infrarossa sono importanti perchè ci consentono di 'vedere' cosa ci sia dietro una nuvola di polvere, ossia una nebulosa. La polvere di cui stiamo parlando è composta da gas, principalmente idrogeno e carbonio, ed atomi e particelle sparse.
Si pensa che all'interno della nebulosa le forze gravitazionali possano far collassare le enormi quantità di gas necessarie alla creazione di stelle che, quando nasceranno, saranno di uno o due ordini di grandezza più ampie del nostro Sole.

Eagle Nebula

Dietro la nebulosa, infatti, si nasconde una stella molto calda e luminosa, la cui luce visibile (ossia se potessimo vederla ad occhio nudo, senza strumenti che non fossero un telescopio) tuttavia non riesce a superare la barriera di gas che si frappone tra essa e l'osservatore.
La luce infrarossa che viene captata dai rivelatori IR (questa immagine è stata ripresa dal Telescopio spaziale Spitzer) viene emessa per due motivi.
La stella nascosta emette in modo naturale nella radiazione infrarossa, così come il nostro sole e qualunque altro oggetto caldo. La lunghezza d'onda di questa radiazione è più piccola delle particelle che compongono la nebulosa, e quindi, come aringhe in una rete per tonni, riesce a transitare fino a noi.
Inoltre, la luce visibile della stella, urtando contro le particelle di polvere, provoca effetti fisici che producono radiazione infrarossa.
Questi due fenomeni sono distinguibili, sebbene la lunghezza d'onda sia uguale.
La stella infatti si trova a notevole distanza dalla nuvola, quindi la radiazione infrarossa che essa genera proviene da un punto molto lontano dietro la nube stessa. Viceversa, la luce infrarossa emessa dagli urti tra la luce visibile della stella e le particelle di gas della nuvola, ha come punto di origine la nuvola stessa.
Perciò la luce che proviene dalla nuvola illuminata posteriormente dalla stella è per così dire 'più vecchia' di quella che proviene direttamente dalla nuvola stessa.
Misurando questa differenza di età, ossia in pratica lo sfasamento tra le onde, possiamo dividere in due parti il fascio di luce infrarossa, e quindi ottenere due informazioni, una sulla stella ed una sulla nuvola.
Se ne volete sapere di più, potete recarvi qui.
Permalink ¦ commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria : astrofisica

-->