Il messaggio sul cellulare mi era arrivato mentre stavo guidando, così lo lessi solo quando parcheggiai sotto casa. Era di NubeViola, uno dei miei contatti di ICQ. Io e lei non ci conoscevamo di persona, ma ci leggevamo spesso in chat oppure sui rispettivi blog, oltre a qualche messaggio ogni tanto ed una telefonata per gli auguri di compleanno e di Natale.
Nel messaggio Nube mi informava che Slam78 era morto in un incidente d’auto una settimana prima.
Rimasi colpito dalla notizia, Slam era uno dei nostri contatti comuni, ed anche con lui non ci conoscevamo di persona nonostante che fosse di Roma come noi due. Leggevamo i rispettivi blog lasciando sempre qualche commento anche solo per salutare. Senza uscire dall’auto chiamai Nube, che rispose al secondo squillo.
-Ciao Nube, ho letto il tuo messaggio. È terribile- dissi.
Conoscevamo i nostri veri nomi, naturalmente, ma continuavamo a chiamarci con il nick.
-Ciao Ice, già, nemmeno trent’anni, se è vero quel 78-
-Chi te l’ha detto?- chiesi
-Un blogger con cui condivideva il blog ha mandato un messaggio a tutta la lista. Tu non l’hai ricevuto?-
-Non so, risposi, sono un paio di giorni che non posto.Tremenda questa cosa.- aggiunsi dopo un po’ senza sapere bene cosa potessi dire. Mi sentivo un peso nello stomaco, non faceva differenza che non ci fossimo mai visti di persona, per me Slam era un amico, un blogger che scriveva post a volte divertenti, a volte profondi, a volte di semplice informazione.
Rimanemmo ambedue in silenzio; le chiesi cosa avesse intenzione di fare. Mi rispose che avrebbe cercato di sapere dove l’avessero portato tramite un amico di Slam con cui era stata una sera ad una cena di bloggers. La salutai, e chiusi il cellulare.
Arrivato a casa aprii il pc e cercai il blog di Slam; c’era un post del suo amico che dava la notizia,
Rimasi a guardare lo schermo del pc, poi chiusi tutto e preparai la tavola per la cena. Il giorno dopo, al lavoro, mi chiama NubeViola per dirmi che era riuscita a parlare con il suo amico e le aveva spiegato dove lo avevano sepolto.
-Ci andrai, Nube?- le chiesi
-Vorrei, però non da sola- rispose
-Verrò anche io, certo- le assicurai
Ci demmo appuntamento per il giorno dopo alle cinque di fronte al cimitero. Strano, pensai, io e Nube ci conosciamo da cinque o più anni, ma non ci siamo mai visti in viso. Ed ora per la prima volta ci stringeremo la mano, o ci baceremo sulla guancia, e vedremo le nostre facce per andare a vedere una tomba.
Alle cinque dell’indomani ero già di fronte al cancello principale del camposanto. Non ci eravamo messi d’accordo su come ci saremmo riconosciuti, confidando nel fatto che avremmo capito chi fosse l’altro immediatamente.
Dopo un po’ che aspettavo vidi arrivare un’automobile che si fermò nel parcheggio; ne scese una donna che iniziò a venire verso di me dopo essersi brevemente guardata attorno.
-Nube- dissi quando mi fu vicina
-Ciao Ice- rispose, e ci scambiammo un’occhiata molto lunga, poi le presi le mani e la baciai su una guancia. Nessuno dei due fece commenti sull’aspetto dell’altro, non era necessario anche se a me, e certo anche a lei, sembrava strano dare un corpo ad una voce ed una scrittura che si conosceva da molti anni.
Ma non era quella la situazione in cui avremmo voluto conoscerci.
Aveva portato dei fiori, mentre a me non era venuto in mente. Mi prese la mano mentre entrammo al cimitero.
-Sai come trovare... il posto?-dissi mentre camminavamo tra le lapidi più vecchie per andare verso la parte nuova.
-Si, l’hanno messo in un fornetto laggiù in fondo, e mi ha dato le coordinate. Credo che ancora la lapide non sia pronta.-
-mmmh, già- dissi, e camminammo in silenzio con lei che mi guidava dove stava il nostro amico Slam. Era ancora abbastanza chiaro, e molte altre persone, per lo più anziane, giravano per le tombe con secchi pieni d’acqua e stracci, e vecchi fiori secchi da gettare via. Alla fine arrivammo nell’ala più nuova del cimitero; Slam era stato messo al primo piano, secondo livello, numero 37. Salimmo le scale umide, con il freddo che ci entrava nelle ossa.
Trovammo la tomba di Slam, mancava ancora la lapide con il nome, la fotografia, e le date di nascita e di morte, c'erano solo i mattoni murati di fresco.
C’erano dei fiori freschi; prendemmo una scaletta lì vicino, salii su ed aggiunsi i nostri.. Rimanemmo un po’ così, a pregare o a far finta, poi lei mi disse:
-E così non sapremo mai nemmeno che faccia aveva, il nostro Slam-
-E’ vero, non avremo altra immagine da farci venire in mente che l’iconcina che si vedeva quando eravamo in chat. Un imbuto!- risposi sorridendo.
-Si, l’imbuto, l’imbuto…- e si trattenne da ridere; anche se non ci sembrava una cosa brutta, non volevamo mancare di rispetto ai familiari di tutti gli altri che riposavano lì. -Sai cosa potremmo fare- aggiunse –potremmo scrivere su un foglio di carta i nostri nick, e lasciarli qui vicino al vaso di fiori. Magari passerà qualche altro blogger che lo conosceva, e potrà fare lo stesso.
-Un Guest Book post-mortem- risposi
Strappai un foglio di carta dalla mia agenda e lo porsi a Nube, che scrisse la data e poi il suo nick; la stessa cosa feci io. Presi il foglio e lo appoggiai sulla tomba tenendolo fermo con il vaso di fiori.
-Mi sembra tutto così strano, Ice. Vogliamo uscire? Ti offro qualcosa al bar- propose -Si, usciamo. Addio Slam, ci si legge- dissi inconsciamente.
Nube lanciò un bacio ed uscimmo -Hai pensato, mi disse quando fummo seduti davanti ad un caffè, che una cosa del genere lascia un sacco di rapporti spezzati?- -La morte spezza sempre qualcosa, la vita intanto, e poi…- mi interruppe:
-No, intendevo, la morte di Slam, ad esempio. Lui era conosciuto da molti, me e te ad esempio, e tanti altri. Poi d’un tratto non lo vedi più in rete, non vedi nuovi post, ti chiedi che fine abbia fatto ed alla fine te ne dimentichi. Dopo tutto, quante persone abbiamo conosciuto in rete e non sappiamo più che fine abbiano fatto? Alcuni potrebbero essere andati via, altri si sono stufati, ma qualcun altro potrebbe essere morto, come Slam.-
-Dovremmo tenere una lista di persone da far avvisare, le dissi, hai ragione. Una lista di distribuzione tenuta sempre aggiornata, la password della posta elettronica messa in una cassettina, così che tutti possano essere avvisati. Magari preparare una mail in bozza, listata a lutto-
-Si, ci vorrebbe una frase da inviare, qualcosa che faccia colpo, che non lasci troppa solitudine in chi rimane- rispose Nube.
Terminammo di bere il caffè, poi la accompagnai all’automobile. Ci salutammo senza darci appuntamenti per il futuro, e la guardai andare via.
Pensai che un domani, chissà quando e chissà come, dopo la Real Life e la Virtual Life anche io avrei fatto parte della Other Life.
Andai a casa pensando a cosa scrivere nel mio epitaffio elettronico.

















Cari amici