Lungo la strada che dal molo conduce alla piazza, i lampioni iniziarono timidamente ad accendersi, come se non volessero rubare la scena agli ultimi raggi del sole. Il mondo era diviso in due dai colori del cielo, l'aranciato del tramonto colorava il viale fino al mezzo, per poi sfumare in un viola più cupo man mano che si arrivava al termine della strada.
Sulle panchine del lungomare ancora un giovane riusciva a leggere le ultime pagine del suo libro con gli ultimi chiarori diffusi, mentre già dall'altro lato del viale un vecchio aveva dovuto lasciare a mezzo il suo racconto, sperando di riuscire a vivere fino al mattino per terminare la sua storia.
Due ragazzi stavano attraversando la strada, lei tenendo la mano di lui e ridendo come a prenderlo in giro, certo il rossore sulle sue guance altrimenti pallide non era dovuto al tramonto. Si lasciarono di fronte ad un portone che lei aprì e chiuse più velocemente di quanto il sole impiegò a scomparire dietro l'illusoria linea dell'orizzonte, per riaprirlo subito dopo a lanciare un bacio azzurro al ragazzo rosso.
Un uomo incontrò una donna sotto un lampione esattamente a metà strada, ed il fatto insolito fu salutato dall'ultimo sussulto di luce, che per un attimo, un semplice attimo illusorio, illuminò il viso di lei. L'uomo indossava una giacca nera ed un pantalone di gabardine grigio, una camicia vinaccia aperta sul collo, ed un cappello a tesa larga, grigio anch'esso, calato sugli occhi come se dovesse nascondervi qualcosa. Lei era vestita con un impermeabile color panna stretto in vita dalla cintura, le mani strette alla borsetta quasi a volersi aggrappare ad un ramoscello durante una tempesta. Si avvicinarono fin quasi a toccarsi, ma non lo fecero, non lo fecero più, per quella vita e per le altre. Stettero a parlare fino a che il cielo divenne completamente viola, e poi blu scuro, in piedi sul marciapiede del viale che portava dal mare alla piazza.
Finalmente lei fece un passo indietro, come a guardare meglio la figura che aveva di fronte e per essere sicura di poterlo dimenticare più in fretta.
-Addio- disse in un filo di voce che arrivò alle mie orecchie trasportato dall'aria spostata dalle ali dei gabbiani.
-Si, addio- rispose lui alzando finalmente la testa.
Tornarono ognuno da dove era venuto, l'uomo si fermò un attimo, come se gli fosse venuto in mente un pensiero portato via immediatamente dal buio che ormai lo circondava, poi continuò a masticar rimorsi facendoseli sbrodolare sotto i piedi calzati dalle scarpe lucide.
Lungo la strada che dal molo conduceva alla piazza, i lampioni presero coscienza della loro forza, ed illuminarono circoli inutili sotto di loro.
Domani ci sarebbe stato un altro tramonto.
Hopper, Nighthawks, 1942

















