sabato, 31 marzo 2007 - 20:19

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Una bella giornata, quel venerdì di novembre. Mezzogiorno era suonato da poco, ed il corteo presidenziale aveva appena imboccato Elm Street, percorrendo lentamente il viale tra la folla che era venuta a salutare il presidente.

Ognuno di loro si stava chiedendo quali pensieri attraversassero la testa del Presidente in quel momento, forse Cuba? O il muro di Berlino? O forse la tensione che si accumulava in Vietnam?

No, era convinto qualcun altro, stava certo pensando ai problemi interni, la sanità non accessibile a tutti, una istruzione decente per i ragazzi, nuove politiche per incrementare lo sviluppo, e quindi soldi per tutti.

Ed Norton guidava con calma la sua moto, accanto al corteo presidenziale. Quando aveva detto alla moglie che avrebbe fatto la scorta d'onore al presidente Kennedy, lei non ci voleva nemmeno credere.

Sorrise nella sua mente al ricordo del viso della consorte, e come erano stati belli i giorni di addestramento, ed anche duri, gli orari ed i movimenti da tenere a mente. Ma ora era lì, e sua moglie era venuto a guardarlo mentre scortava l'auto scoperta lungo il caldo viale di Dallas.  Che voleva Mike, il suo compagno, che si era girato verso di lui? Gli stava dicendo qualcosa, ma non capiva cosa. Lassù? cosa vuol dire lassù? Oh, certo niente di importante, glielo avrebbe chiesto al termine della giornata. Chissà se avrebbe potuto fare una foto insieme al presidente, magari mentre gli stringeva la mano?

JFK salutava gli americani che si erano riuniti, quel 22 di novembre del 1963, per le strade di Dallas, sorridendo ai pensieri che gli stavano attraversando la testa in quel momento.

Mentre agitava la mano verso i propri concittadini aveva in mente quella ragazza che gli avevano presentato qualche tempo prima, e rivedeva l’immagine di lei un paio di settimane prima in quell’albergo a Cleveland, ed al pensiero di progettare un nuovo appuntamento, il sorriso si allargava ancor di più, facendo felici i suoi cittadini contenti di vedere un presidente così allegro.

Lassù, al sesto piano dei magazzini della Texas Book, anche Lee Oswald stava aspettando il corteo del presidente.

Era l'unico che sapeva benissimo cosa avrebbe attraversato la testa di JFK tra pochi minuti.

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categoria : racconti, scrittura

lunedì, 19 marzo 2007 - 00:10

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Il mare muoveva le proprie onde come se fossero dita di una mano enorme, stendendosi da una costa all'altra trasportando pensieri e sapori tra persone distanti. Pesci silenziosi uscivano dalle loro tane per cibarsi, con istinto primitivo seguivano rotte conosciute, i sensi allertati alle più piccole variazioni della normalità del fondo marino.

Gli occhi di Sara osservavano tutto questo, e sembravano sforzarsi di comprendere cosa avesse mai spinto il primo pesce, milioni di anni fa, ad uscire dall'acqua. Era un elemento avvolgente, unificante e  completo, nessun bisogno di porsi domande, fatto solamente da bisogni primari, mangiare e riprodursi, salvarsi dai pesci predatori. Non c'era bisogno di inventare mezzi di spostamento diversi dalle proprie pinne o dai propri tentacoli o dalle proprie zampe pelose, la natura aveva fornito gli abitanti del fondo marino di tutto quanto era loro necessario, ed essi dovevano solamente utilizzarlo al meglio, e non era necessario per un pesce avere un treno, un aereo o un'automobile.

I capelli di Sara fluttuavano nell'acqua come nuove alghe fiorite da una strana pianta bianca, muovendosi lentamente al ritmo delle onde sottomarine. Aperti su questo panorama, i suoi occhi parevano rendersi conto che quel mondo per lei era proprio l'ideale.

Le sarebbe piaciuto condividere questa pace con suo marito.

Se solo non le avesse legato così strette le caviglie con quel pesante masso....

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categoria : racconti

sabato, 03 marzo 2007 - 00:31

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :


Stava sdraiata sui gradini della palazzina al numero ventidue di Desolation Row, mentre la sigaretta le sfuggiva via  dalle dita distrattamente così come era scivolata lontano l’altra parte della sua vita, dimenticata.

Ma la bottiglia no, quella la teneva ben stretta al petto, e le gocce che cadevano dalle sue labbra quando beveva si fermavano sui vestiti sporchi di macchie e odorosi di solitudine.

A quell’ora della sera, quando la luce dei lampioni si presenta cautamente, quasi sapesse di non poter competere con il sole che stava lentamente scomparendo, altri dimenticati come lei e la sua sigaretta cercavano una sistemazione sui gradini delle case.

Scacciò uno di loro con un piede, senza forza, come quando voi o io auguriamo un buongiorno distratto ad un semplice conoscente.

Cadendo disteso sul marciapiede guardò la donna:

-Ti odio- disse

-Anche io ti odio- rispose lei, come se nulla fosse.

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categoria : frammenti, introspezione, scrittura

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