venerdì, 23 febbraio 2007 - 22:50

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Si guardò attorno per vedere se non avesse commesso qualche errore.

I guanti in lattice li avrebbe gettati nel lago dopo averli riempiti di sassi per farli andare a fondo, mentre la pistola l’avrebbe smontata e gettata il giorno dopo in tre diverse discariche.

Un’ultima occhiata al cadavere di lui, un terzo occhio scarlatto proprio al centro della fronte.

Salì in auto e si diresse verso casa sua dall’altra parte del lago, cambiando nervosamente le marce e facendo grattare il cambio.

Prima dell’ultima curva, un riflesso le fece girare il viso verso il sedile del passeggero, impallidendo immediatamente appena vide lui seduto, con il foro del proiettile bene in vista sulla fronte lattiginosa.

Senza usare parole, lui le disse che la odiava.

Mentre l’auto sbandava e cadeva verso le acque scure, gli rispose che anche lei lo aveva sempre odiato.

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categoria : racconti

giovedì, 15 febbraio 2007 - 22:55

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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La folla del sabato pomeriggio li aveva trasportati verso una meta qualunque.



I negozi alla destra di lui riflettevano visi e cappotti fermi e in movimento.



Lei lo vide nel vetro di una pasticceria, il viso sovrapposto alla panna dei bignè ed alla glassa delle torte al cioccolato, la guardava con occhi a forma di fragola.



Si voltò, e conoscendo già ogni istante della loro antica vita sapeva quale sarebbe stato il loro ultimo scambio di parole, e si preparò la risposta:



-Ti odio-



-Anche io ti odio-



E tornarono a farsi trasportare ognuno dalla propria folla, verso mete qualunque.senza importanza






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categoria : racconti, frammenti, scrittura

domenica, 04 febbraio 2007 - 17:43

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :



L'incarico non era dei più semplici, ma era sicuro di farcela anche questa volta. Avrebbe dovuto pensarci per molto tempo, certo, a fare i suoi esperimenti, ma la soluzione gli si sarebbe presentata alla mente colpendolo con la sua semplicità. Passarono i giorni, ma il Tessitore non riusciva a trovare il bandolo della matassa. Gira e rigira, si ritrovava sempre dalla parte sbagliata. Si stava quasi convincendo che questa volta non sarebbe riuscito a trovare la soluzione che gli era stata chiesta, quando, in un momento in cui stava guardandola un'altra parte, con la coda della mente intravide la risposta, e non se la fece scappare. Prese così un gessetto colorato, e segnò un segmento davanti ai suoi piedi, un tratto che iniziava da un lato del sentiero e terminava nell'altro. Cercò poi un grosso coltello, trovò una taglierina enorme che manovrò con ambedue le mani. Fece un taglio netto, seguendo il segmento che aveva appena tracciato sulla superficie rivolta verso di lui. Al termine del taglio, quasi per magia, si rese conto di aver portato a compimento l'incarico, e nel migliore dei modi.





Ora anche gli abitanti del Nastro di Moebius avevano un mondo che possedeva due facce e due bordi!









Il racconto è parte delle Memorie dell'Organizzazione, ideato da Cronomoto e ArimaneBis, ed ospitato sul blog di Cronomoto



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categoria : matematica, scrittura, divertimento

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