Si guardò attorno per vedere se non avesse commesso qualche errore. I guanti in lattice li avrebbe gettati nel lago dopo averli riempiti di sassi per farli andare a fondo, mentre la pistola l’avrebbe smontata e gettata il giorno dopo in tre diverse discariche.
Un’ultima occhiata al cadavere di lui, un terzo occhio scarlatto proprio al centro della fronte.
Salì in auto e si diresse verso casa sua dall’altra parte del lago, cambiando nervosamente le marce e facendo grattare il cambio.
Prima dell’ultima curva, un riflesso le fece girare il viso verso il sedile del passeggero, impallidendo immediatamente appena vide lui seduto, con il foro del proiettile bene in vista sulla fronte lattiginosa.
Senza usare parole, lui le disse che la odiava.
Mentre l’auto sbandava e cadeva verso le acque scure, gli rispose che anche lei lo aveva sempre odiato.
















