Un paio di anni fa mia nonna ha chiamato il prete per l'estrema unzione. Mia nonna non vive da sola, ma a casa dei miei genitori. Insomma, la mattina si sveglia e fa: -Sto per morire, chiamatemi il prete- Mia madre, che oramai la conosce da oltre cinquanta anni, le si avvicina, la guarda un attimo e ritorna in cucina.
Dopo poco ritorna in camera da letto e dice:
-Ho preparato la colazione, che ne dici di venire? ci sono le fette biscottate con la marmellata di arance-
Mia nonna, pensando giustamente che il Lungo Viaggio si affronta meglio a stomaco pieno, si alza buonina buonina dal suo letto, si lava, e va in cucina dove finisce la sua colazione. Terminato di mangiare, ripete nuovamente: -Si, ma io sto per morire, e voglio il prete che mi dia la benedizione- Quel mese era la terza volta che facevano venire il prete, per questo motivo mia madre pensò bene che non fosse il caso di disturbarlo nuovamente.
Propose quindi a mia nonna:
-Senti, facciamo così. Ora ti aiuto a vestirti, così dal prete ci andiamo direttamente noi, che magari lui non fa in tempo a venire qui da noi.-
Anche questa proposta sembrò accettabile alla nonna, che quindi andò in camera e, con un poco di aiuto, si vestì. Uscirono così da casa, diretti verso la chiesa.
Durante il tragitto a mia madre venne l'idea di andare dal parrucchiere. Dopo un'oretta uscirono dal negozio tutte e due con la testa ben a posto, così da presentarsi al prete in forma.
Arrivarono alla chiesa, dove trovarono proprio il parroco, che le salutò dicendo: -Buongiorno, volevate qualcosa?- Mia nonna fu più svelta di mia madre a rispondere:
-Padre, io sto per morire, e vorrei che mi desse l'estrema unzione. Ha tempo oggi o devo tornare un altro giorno?-
Il parroco non seppe cosa rispondere, ma comunque le condusse in chiesa dove sparò qualche benedizione.
Mia nonna così tornò a casa contenta.
A novembre dovrebbe compiere 96 anni.
Male che vada, l'estrema unzione l'ha ricevuta, e non credo abbia scadenza.

















