mercoledì, 28 dicembre 2005 - 23:18

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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In genere sul mio blog cerco di non parlare di politica.
E' una mia precisa scelta, sebbene faccia talvolta interventi di tipo politico su altri blog.
Questa volta farò uno strappo alla mia stessa regola, sebbene non sappia esattamente dove questo potrebbe portarmi.
Partirò da un dato di fatto credo che tutti verifichiamo ogni giorno: la nostra classe politica è completamente inesistente.
I cinquantenni che oggi guidano Camera e Senato, per non parlare di coloro che stanno al Governo (e mi costa scriverlo in maiuscolo, credetemi) vi sono arrivati grazie a Tangentopoli, parola che sintetizza quel periodo di dieci anni fa in cui i cittadini italiani, messi a conoscenza delle malefatte della allora dominante classe politica, furono lo strumento dei quarantenni di allora per scalzare i loro padri politici.
E' anche cambiato il modo di far politica, e di questo dobbiamo 'ringraziare' Craxi padre, che parlando per primo di Azienda Italia ha completamente snaturato il significato di Stato Democratico come ce lo hanno insegnato, ossia come membro superpartes della popolazione che, grazie ai comitati di parlamentari, al governo, alla magistratura, fornisce la guida per lo sviluppo della Nazione.
Naturalmente per fare tante cose (le strade, i ponti dove servono, i binari dove è necessario, la pulizia dei monumenti, le forniture ad ospedali e tribunali) occorrono soldi, e quindi si pagano le tasse.
Ormai a pagar le tasse ci conosciamo quasi tutti, visto che siamo pochi, ed allora via alla finanza creativa, dalla tassa sulla televisione, a quella sull'automobile, alle accise sulla benzina per la campagna di Abissinia e via fantasticando. Nelle nostre tasche.
Ora, che lo Stato Democratico moderno sia semplicemente il miglior ambiente per la proliferazione del capitalismo, non ci vuol molto a vederlo.
Con uno stato forte e deciso, anche le aziende italiane, pubbliche o private che siano, possono essere ben introdotte all'estero, Cina in primis e poi Russia e paesi dell'Est.
Invece la pochezza dei nostri rappresentanti (o dipendenti, come correttamente li chiama Beppe Grillo), non aiuta lo sviluppo economico, così che le aziende italiane son costrette a trovare altri mezzi per stare a galla, invece che investire in ricerca e nuovi mercati.
Sto divagando, scusate.
Abbiamo avuto un Governatore della Banca Centrale costretto a dimettersi, dopo tanta fatica, per Insider Trading e turbativa d'asta.
Due presidenti di importanti banche inquisiti per aver sottratto denaro dai conti correnti dei propri clienti.
Parlamentari nel libro paga delle banche, pronti a promuovere interrogazioni parlamentari a comando dei propri padroni.
Per non parlare dello schifoso conflitto di interessi del presidente del consiglio, tra decoder, diritti tv per il calcio, costruzioni di ville in Sardegna, falsi in bilancio, P2 e chi più ne ha più ne metta.
Maurizio Costanzo continua a stare con i piedi in due staffe, pagato da Berlusconi e consulente del comune di Roma, nonchè nel consiglio di amministrazione della Roma calcio.
E di P2 ne sa qualcosa anche lui.
Tutto questo dovrebbe, in un normale civile paese democratico, far cadere immediatamente il governo con tutto il Parlamento, a chiedere scusa del disturbo ai cittadini, preparare i propri scatoloni, riporre le proprie cose sotto l'occhio vigile dei commessi, e via filare.
No, invece abbiamo telegiornali di prima serata, TG1 e TG5 che si soffermano sui cenoni di Natale, sull'ultimo DVD di Vasco, o sul film prodotto da Simona Izzo (ex moglie di Costanzo, ma questo è un di cui ... ).
Notizie di approfondimento, quasi nulla, nè di qui, nè di là.
E' un peccato, ma noi italiani storicamente credo ci meritiamo tutto questo.
In Europa ogni grande nazione, del presente o del passato, ha avuto la sua rivoluzione, dalla Riforma di Lutero, a Cromwell, alla Rivoluzione Francese.
Noialtri siamo passati dagli Austriaci ai Borboni ai Savoia mettendoci al soldo dell'esercito di moda al momento, vincendo o perdendo le nostre battaglie, con i nostri morti e i nostri martiri (ossia persone che sono gli eroi della nostra storia, e tanto di cappello, signore e signori!).
Ma una rivolta, pur guidata come in Francia nel 1789 dalla borghesia, in Italia non l'abbiamo avuta.
Sotto palazzo Venezia fino al '43, alleati di Germania e Giappone (e voglio vedere un italiano di allora che avesse visto qualche giapponese, nel 1939?).
Dopo l'8 settembre, si gira la coscienza double face (e non per una rivoluzione, nossignori, ma un voto di sfiducia in parlamento!), e si spara nella stessa direzione con gli americani e gli inglesi e gli altri.
Anche in Germania provarono a far fuori Hitler, e tra i cospiratori c'erano generali del rango di Rommel, in Italia si impicca Mussolini dopo che ormai non serviva più, se non a fare giustizia (sommaria? forse, ma andava fatto).
In vent'anni, nemmeno un cavalletto gli hanno tirato appresso.
L'unico attentato, dopo la guerra, a Togliatti, che sinceramente non contava molto, e che certo non ci avrebbe venduti all'Unione Sovietica. Era italiano pure lui, dopotutto.
Passano i decenni, Andreotti è sempre lì come all'epoca dei primi governi (e che possa continuare ad esserci, dopotutto), e ritornano alla carica personaggi impresentabili come De Mita, gli eredi Craxi sia di quà che di là, De Michelis (oh, De Michelis, cazzo, il brillantina!!!!), Intini, l'inossidabile compagno Mastella e tutti gli altri.
Ci rifilano una legge elettorale uguale alla legge truffa di tanti anni fa, sui giornali un paio di giorni di notizie, più che altro per informarci sulle polemiche sterili tra destra e sinistra, e poi via, si parla di altre cose che sennò la gente si stufa e lo share ci cala.
Tanto per tranquillizzare il Grande Fratello che tutti ci osserva (Echelon o no, di questo potete starne certi), ricordo che il governo D'Alema, dopo aver fatto fuoco e fiamme contro il conflitto di interessi, non è riuscito a fare una legge degna di questo nome.
Ce l'hanno negli Stati Uniti, che pure lì non stanno bene, ma noi no.
Ed anche il Mortadella Prodi, per piacere!, conflitto di interessi, riforma della legge sul risparmio (dove erano i nostri parlamentari di sinistra all'epoca di Cirio, Parmalat, Bond Argentini e altro? tranne qualche parola sono riusciti a fare altro? Eppure potevano contare ancora su una buona rete sul territorio, comizi, assemblee nelle fabbriche ... no scusate, ragiono come un vecchio, pardon... Scusa Grande Fratello).
Sono stato lungo e prolisso, forse in alcuni punti storicamente impreciso.
Io non andrò a votare, che se la facciano loro questa cazzo di Repubblica Democratica che non mi rappresenta.
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martedì, 27 dicembre 2005 - 21:47

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Il numero Uno è estremamente particolare. E' infatti il primo numero che inizi ad indicare una quantità. Prima di lui esiste lo Zero, che indica che non esiste nessuna quantità da misurare o da contare.
Tutti i numeri derivano da Uno: Due è uguale a Uno più Uno, Tre è uguale a Uno più Due, e così via.
Ma Uno, come lo otteniamo?
Prima di lui esiste solamente lo Zero, al quale non possiamo aggiungere nulla ancora.
Quindi la domanda è: da dove viene Uno?
Mentre gli altri Numeri derivano da Uno, tramite un processo di Addizione e di Iterazione (sarebbe il 'così via', in matematica è detto Iterazione), dicevo, tutti derivano da Uno, lo stesso Uno non sembra derivare da nulla.
All'inizio abbiamo solo Zero, ossia abbiamo Nulla.
Ma supponiamo di raccontare, come già prima di noi molti filosofi e pensatori e matematici del passato, che Epimenide il Cretese diceva in giro che tutti i Cretesi erano bugiardi.
La classica antinomia del mentitore, insomma.
Come la mettete la mettete, arrivate ad una contraddizione, visto che anche Epimenide era Cretese.
Voglio qui soffermarmi sul concetto di Tutti.
Il contrario di Nessuno, non è Tutti, ma è Almeno Uno.
Quindi, mettendoci dentro i Numeri, il contrario di Zero è Uno.
Dunque, il Numero Uno, l'inizio di Tutti i Numeri, non si può costruire da qualcosa che già si ha, visto che prima di Uno abbiamo solo Zero.
Ma si può costruire come Contrario di Zero.
Il Più Importante Numero di Tutti, perciò, è semplicemente il Contrario di Niente.
Un altro giorno parleremo dei Numeri Razionali, degli Irrazionali, e dei Numeri Reali.
E prima che me lo chiediate, si, oltre i Numeri Reali esistono i Numeri Immaginari.
Tanti tipi di numeri, come i Trascendenti di cui il capostipite è il famoso Pi Greco.
Ed ognuno di essi, ha la sua importanza.
Un saluto.

ps. non voglio fare pubblicità gratuita, ma vi consiglio un libro, intitolato Le Menzogne di Ulisse, di Piergiorgio Oddifreddi, un matematico ed un divulgatore.

Se vi interessano argomenti correlati al pensiero numerico dell'antichità, questo libro fa per voi. Ripeto, non voglio far pubblicità, ma quando un libro merita, credo che vada citato.

Le idee di questo post sono state riprese da lì, e se il professor Oddifreddi dovesse leggerlo, sono pronto ad eliminarlo se lo volesse.

 

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categoria : matematica, logica

domenica, 25 dicembre 2005 - 22:57

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

Curiosando qui e là, ora che anche l'ultimo Babbo Natale è andato a casa, ho trovato questo link

http://www.pentagonstrike.co.uk/

Il che riapre, almeno per me, la dietrologia sugli attentati dell' Undici Settembre.

 

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I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

Recoaro Terme

La foto che vedete rappresenta Recoaro, il comune di origine di mia madre. La contrada dove è nata l'avete vista qui .

Seguendo la vallata naturale del fiume Agno, si raggiunge casa.

Mi ricordo i natali da bambino, con la neve che scendeva la notte, iniziava alle cinque del pomeriggio e non si fermava fino al mattino.

Il giorno di Natale il sole splendeva sempre, sulla neve fresca caduta la notte, macchiata solamente dalle impronte degli scarponi di mio nonno che andava a vedere se le bestie, due mucche ed un vitellino, avessero sofferto il freddo.

La mattina si faceva colazione con la polenta abbrustolita avanzata dalla sera prima, polenta gialla, soda, che riempiva lo stomaco.

Mi raccontavano, mio nonno, mia nonna, e soprattutto mia madre, che da ragazzi loro avevano solo la polenta, niente luaneghe (le salsiccie ...) e nemmeno coniglio, ma polenta e formaggio. Un bicchiere di vino fatto bere anche ai bambini annunciava che era un giorno di festa, un dito di vino caldo con un poco di zucchero.

Mia madre è cresciuta felice, nonostante tutto.

Sono tanti anni che non trascorro Natale in quei posti, mi mancano. Forse il tempo che oggi a Roma rende il cielo grigio, mi avvolge di malinconia, non triste, ma in ogni caso malinconia.

Voglio anche io lasciare in eredità ai miei figli dei ricordi.

 

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