lunedì, 28 marzo 2005 - 23:43

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Non c'era più nulla, lì, per noi.
Dalla cima dell'altopiano osservavo in basso.
La notte era profonda, nemmeno la Luna illuminava le nostre paure, e sul mare si riflettevano all'apparenza imperturbabili, le stelle.
Le stelle che avevano visto passare sotto i loro occhi tutte le migliaia di esseri che avevano popolato la Terra.
Avevano visto crearsi l'atmosfera, e le prime catene di aminoacidi.
Avevano visto le nubi addensarsi sulla superficie, e d'un tratto sparire, aprendo sotto di esse il paesaggio di monti e valli e laghi, e boschi e deserti.
D'ora in poi avrebbero visto altre cose, ma non ci sarebbe più stato nessuno di noi a raccontarlo, o a scoprirlo.
Le onde del mare sotto di me si muovevano lentamente, formando sulla superficie una leggera schiuma illuminata solo dagli astri del cosmo.
Non era rimasto più nulla, sulla Terra, per cui valesse la pena rimanere.
Quelli venuti prima di noi si erano estinti.
Noi eravamo gli ultimi della catena.
L'ultimo razzo mi attendeva, pronto sulla rampa per fuggire da un pianeta che si stava trasformando.
- Comandante, è tutto pronto, attendiamo solo i suoi ordini -
La voce dietro di me mi riportò alla realtà.
Cosa accadrà, ora che ce ne stiamo andando anche noi? mi chiedevo.
Mi voltai verso il razzo, gli ugelli di scarico già caldi per aumentare la velocità di uscita dei gas che ci avrebbero portato via, verso un altro pianeta da conquistare, e forse una dimora da costruire.
Mi avviai, barcollando sotto il peso della mia attrezzatura.
Salii la scaletta dell'astronave.
Salutai il pianeta che ci aveva generato, esprimendo un augurio alle specie che sarebbero rimaste a vedere la fine, e forse sopravvissute.
Mi aiutai con gli arti superiori ed entrai nell'astronave.
Il gigantesco meteorite era sempre più vicino, si poteva distinguere ormai ad occhio nudo, lì verso est, rosso per l'attrito con l'atmosfera.
Chiusi il portello, e mi diressi verso la plancia di comando.
Avevamo costruito grandi civiltà nei quasi cento milioni di anni della nostra esistenza.
L'era dei Grandi Rettili era terminata, distrutta da qualcosa persino più grande di noi.
Non più Tirannosauri, non più Stegosari nè Velociraptor, nè Brachiosauri nè Pterodattili, solo pochi romantici erano voluti rimanere ad osservare la fine della nostra civiltà.
L'Arca, la nostra astronave, era pronta a partire.
Il Primo Ufficiale mi domandò:
- Comandante Noè, quali sono gli ordini? -
- Navigatore, ci porti via - dissi tristemente mentre l'idrogeno iniziava a bruciare per accendere i motori che avrebbero vinto la forza di gravità della Terra.

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I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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Frammenti di cuore
perduti nella memoria.
Un profumo,
una canzone;
con la risacca sulla spiaggia
i ricordi affiorano.
Ulteriori frammenti
che si disintegrano.
Nulla rimane più
del nostro cuore;
ricordi e rimpianti
si confondono.
E' giunta l'ora
di essere morti.
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domenica, 27 marzo 2005 - 23:39

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

L'universo in cui viviamo non obbedisce alla geometria euclidea, bensì ad una geometria iperbolica.

Anche la superficie terrestre non obbedisce alla geometria euclidea; un triangolo disegnato sulla superficie della Terra avrà la somma degli angoli interni maggiore o minore di 180 gradi in funzione della posizione reciproca della base e del vertice opposto rispetto all'equatore.

In cosmologia le cose si fanno ancora più interessanti, perchè la distanza tra due oggetti è funzione anche del tempo, ed è per questo che si dice che l'universo è in espansione.

La domanda che tuttora i cosmologi si pongono è: l'universo è aperto o chiuso? ossia, continuerà ad espandersi per sempre o ad un certo punto si fermerà e tornerà indietro in un Big Gnab? (sarebbe un Bang al contrario, dalle teorie cosmologiche della Guida di qualche post fa).

La risposta, probabilmente, risiede nello studio della cosiddetta materia oscura, ossia la materia mancante.

Infatti, dai calcoli effettuati, sembra che per garantire la stabilità gravitazionale manchi un po' di materia, e la conoscenza di questa massa potrebbe farci sapere se l'unverso sia aperto oppure chiuso.

Poichè però non si sa ancora come rivelarla, è stato dato il nome, appunto, di Materia Oscura.

 

 

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venerdì, 25 marzo 2005 - 22:45

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

My lover's gone
his boots no longer by my door
he left at dawn
and as I slept I felt him go
Returns no more
I will not watch the ocean
My lover's gone
no earthly ships will ever bring him home again
bring him home again
My lover's gone
I know that kiss will be my last
no more his song
the tune upon his lips has passed
I sing alone
while I watch the ocean
My lover's gone
no earthly ships will ever bring him home again
bring him home again

Il mio amore se ne é andato
i suoi stivali non saranno piu davanti alla mia porta
se n'é andato all'alba
e mentre dormivo l'ho sentito uscire
non tornerà mai piu
non voglio guardare l'oceano
Il mio amore se ne é andato
nessuna nave del mattino lo porterà mai a casa ancora
non lo porterà a casa ancora
Il mio amore se ne é andato
so che quel bacio é stato l'ultimo
mai piu la sua canzone
il suono delle sue labbra é ormai passato
canto sola
mentre guardo l'oceano
il mio amore se ne é andato
nessuna nave del mattino lo porterà mai a casa ancora
non lo porterà a casa ancora


 

 

 


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