domenica, 27 febbraio 2005 - 00:55

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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insomma
prima che voleva prepararmi la cena
poi il caffè
poi magari fa freddo e se rimango da te son più contenta
tu sei contenta, e io?
io no
mi hai preparato quella cazzo di cacio e pepe che pareva colla
mi hai preparato quello schifo di caffè che manco ci fosse il peperoncino dentro
ora vorresti prepararmi il letto, magari mi sveglio con gli incubi....
aspetta, ma forse poi ci volevi rimanere tu a dormire, in quel letto
con me, giustappunto
cazzo, una scopatona coi fiocchi, verrebbe fuori
vai a dormire, allora, io mi metto sul divano, dico
che sicuro tra poco mi viene a chiamare che c'ha freddo, c'ha
manco per l'anticamera del cervello!
ha dormito fino al giorno dopo, lei al caldo sotto al mio piumone
io sul divano coperto con un plaid ed il cappotto di cammello.
però mi ha fatto trovare pronta la colazione
latte caldo, caffè stavolta preparato bene, due fette di pane con marmellata che sa che mi piace
mi ha svegliato proprio mentre veniva su il caffè, con un bacio sulle labbra
forse aveva davvero sonno, ieri sera
doccia, poi la colazione assieme (la doccia no, l'aveva gia' fatta )
fa meno freddo, si esce a far due passi, mezzogiorno aperitivo
ora a casa si tromba, forse
pomeriggio di domenica a letto con la tipa, mica mi spiace
e la cosa va così, appunto
pranzo leggero in un localino vicino via veneto
con calma a casa mia
lei ha lasciato li' le chiavi della macchina, dice
una scusa per tornare gliela devo
ok, ok
ora a casa, e sotto allo stesso plaid, ale'

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sabato, 26 febbraio 2005 - 17:27

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post
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 Il Destino della Sabbia
 
Le nuvole stavano accorrendo a frotte verso la riva del mare, come gitanti discesi dalla corriera.
Si avvicinavano sempre più, e man mano che la spiaggia era più vicina, esse si ingrossavano e si
annerivano.
La Ragazza era appoggiata allo steccato che divideva la strada d'asfalto dalla strada d'acqua, e
guardava ora il mare, ora il cielo.
Si sedette al di là dello steccato, sulla sabbia ancora calda del sole del giorno, che ormai stava
scorrendo via.
Prese tra le mani un pugno di sabbia, e la fece scorrere tra le dita, mentre i pensieri rifluivano come le onde del mare.
Le onde, riflettè, vanno e vengono, ma sono sempre le stesse?
In quel momento, la prima goccia di pioggia si posò sul suo viso, e lei alzò lo sguardo per vedere
le nubi aprirsi, e gettare il loro carico umido su cose e persone, indistintamente, non preoccupandosi di chi fosse al coperto e di chi no.
La Ragazza non era all'umanità che stava pensando, ma al suo Uomo.
Mentre la sabbia le scorreva tra le dita, di lontano scorse un Uomo in Bicicletta.
Si spaventò: veniva sempre alla spiaggia a quell'ora, anche quando pioveva, come in quel momento, ma non aveva mai visto nessuno su quella strada, tantomeno in bicicletta.
L'uomo n Bicicletta si era fermato a circa cento metri da lei, fermandosi appoggiato allo steccato
di legno.
La Ragazza lo vide tirarsi su il bavero dell'impermeabile, e tirar fuori, da chissà dove, un
cappello da pescatore, per proteggere il viso dalle gocce di pioggia che, rimbalzando, gli
impedivano di vedere bene in lontananza.
Il temporale imperversava, e faceva freddo.
La Ragazza tornò a raccogliere altra sabbia, ed anch'essa scivolò dalle sue dita.
Ne prese di più, allora, con tutte e due la mani, ma la sabbia svanì anche questa volta.
Allora la Ragazza si passò le mani sporche sul viso pulito, e poi lo volse verso il cielo come a
farselo pulire, quasi a voler scontare qualche peccato, come se questa fosse una punizione, scontata
la quale, tutto sarebbe tornato come prima.
A poco a poco, la pioggia cessò, e la Ragazza rimase ancora un poco a guardarsi le mani, con solo il
ricordo della sabbia bagnata, che ormai era scivolata via.
Ma questo è il Destino della Sabbia, ed il suo scopo è scivolare via.
Per quanti sforzi tu faccia, rifletteva alla fine lei, non riuscirai mai a raccogliere nuovamente lo
stesso granello di sabbia che fino a poco prima stringevi tra le dita.
Guardò l'orizzonte, le nuvole erano ancora restie a lasciare il cielo, e rimanevano lì, sospese sul
mare come il suo dolore.
Non c'era abbastanza sole per asciugarla, e le calde lacrime e salate, si mescolavano alle gocce di
pioggia che ancora cadevano dai capelli sul suo viso, come a voler continuare a tutti i costi il
temporale, rifiutando il fatto, semplice ed inevitabile, che l'indomani il sole sarebbe di nuovo
sorto.
La maglietta le si era incollata addosso, ed ora aveva freddo.
Pian piano si scosse, ed iniziò a percorrere la strada che la avrebbe portata nuovamente a casa.
Si ritrovò di fronte al portone, lo aprì, entrò.
Un rumore dietro di lei la fece voltare, e vide, stagliato contro la luce dell'esterno, l'Uomo con
la Bicicletta, che la osservava.
Lei fu quasi impaurita, rabbrividì. L'Uomo con la Bicicletta entrò in casa, le asciugò il viso, le
tolse la maglietta zuppa, le asciugò i capelli ed il petto.
Prese poi un cappotto, spuntato da chissà dove, e lo porse alla Ragazza, che stava di fronte a lui
con il seno ancora umido di pioggia.
La Ragazza prese il cappotto e lo indossò: era caldo ed avvolgente.
L'Uomo con la Bicicletta disse (e non le era mai sembrato così giovane e bello ... ):
'talvolta occorre rifiutare l'ombrello, per potere, dopo, indossare un cappotto. E' foderato con i
tuoi ricordi, che non scivoleranno mai via, come invece fa la sabbia'
Perchè questo è il Destino dei Ricordi.
Perchè quello è il Destino della Sabbia.

 
Ice
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categoria : racconti


I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

Tanti giorni sembrano sempre pomeriggio
puoi leggere ascoltare musica scrivere dormire mangiare fumare
ma sempre pomeriggio rimane.
Allora inizio a ricordare i volti che mi son passati accanto in metropolitana
tra una pubblicità ed una ragazza madre albanese.
Li sfoglio uno ad uno, cercando di ricordare che lavoro immaginavo per loro
o che facoltà, o che stipendio.
Penso che forse anche altri fanno così con il mio volto
Magari dovremmo mettere in comune questi pensieri
Ma il pomeriggio sta passando, e finalmente è già mattina.


 
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categoria : frammenti

venerdì, 25 febbraio 2005 - 22:34

I link mentali di IceKent, dopo la loro ricomposizione casuale in geometrie non euclidee, hanno inaspettatamente dato origine a questo post :

Freddo e acqua

Lontano una spiaggia

Un tronco galleggia  attorno a me

Lo abbraccio

e lo aiuto a raggiungere la riva

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